Una lista di cose impossibili mi ha salvato la vita

Tre mesi fa la mia depressione ha toccato uno di quei picchi che da qualche anno si ripresentano a cadenza più o meno regolare, quando al peso del quotidiano si somma un evento imprevisto che mi fa sprofondare nell’insostenibile.

Stavolta però c’è stato qualcosa di diverso. Invece di lasciarmi affondare e aspettare che la corrente mi riportasse prima o poi a galla (ammesso che sarebbe mai accaduto), ho fatto una cosa nuova. In un momento in cui perfino sopravvivere sembrava impossibile, figuriamoci fare qualsiasi altra cosa, ho immaginato di proposito una lista di cose impossibili. Invece di lasciare che l’impossibilità mi definisse, ho lasciato che mi guidasse nel pensare futuri immaginari.

In fondo scrivo romanzi: quando mai ho smesso di credere in qualcosa solo perché impossibile?

Così è nata la mia Impossibile List.

Cos’è una Impossible List?

Una Impossibile List (letteralmente “lista impossibile”) è una lista di esperienze, traguardi, viaggi, obiettivi… Detta così non sembra diversa da una lista di cose da fare prima di morire o da una lista dei buoni propositi, ma lo scopo è completamente diverso. Mentre lo scopo delle altre liste è quello di essere portate a termine, che ogni obiettivo venga depennato fino a che non ne rimanga più nessuno, l’Impossibile List è pensata per non finire mai.

Questa è la prima caratteristica che la rende una lista impossibile: è impossibile da completare perché evolve continuamente. Ogni volta che si spunta uno degli elementi della lista, bisogna pensare a come espanderlo e trasformarlo in un obiettivo ancora più grande (e ancora più impossibile).

Perché questa è la seconda cosa che la caratterizza come “impossibile”: ogni elemento della lista rappresenta una sfida che punta a ridefinire cosa è possibile e cosa no. È una lista di (im)possibilità. Non c’è sogno troppo grande perché non possa essere accolto. E se non si dovesse realizzare mai? Non fa niente: il punto era proprio creare una lista di cose impossibili, no?

Se lo scopo della lista impossibile non è completarla ma espanderla all’infinito, la pressione a realizzare ogni singola cosa che ci si prefigge sparisce, e ci si può concentrare sul vivere la propria vita lasciandosi guidare da essa.

Inoltre l’Impossibile List tiene traccia di tutta la sua storia. Una volta completato, l’obiettivo non sparisce: lo si barra, lo si affianca alla data in cui è stato portato a termine e lo si fa seguire da un nuovo obiettivo. Dato che questo sarà ancora più impossibile del precedente, la lista dovrebbe mostrare come quello che è impossibile oggi sia completamente diverso da ciò che era impossibile solo un anno fa.

L’Impossibile List è pensata per lavorare su come ci relazioniamo con il concetto stesso di possibilità. Cresce insieme a noi in un viaggio di scoperta di noi stessɜ e di ciò di cui siamo capaci. Mostra cosa si è realizzato e il processo richiesto per arrivarci. Così la storia della lista diventa la storia della persona che l’ha creata.

Il creatore dell’Impossibile List, Joel Runyon, afferma di averlo fatto “in an attempt to live a life worth writing about” (“nel tentativo di vivere una vita degna di scriverci al riguardo”). Prendendo spunto da ciò che realizzava della propria lista impossibile, ha avviato un blog in cui ne documentava gli sviluppi. Quel blog adesso è diventato uno dei suoi business.

In che modo l’Impossibile List mi ha aiutato

Naturalmente la mia lista impossibile non ha curato magicamente la mia depressione (nulla può farlo, ma in fondo non è quello il suo scopo, per cui non gliene si può fare davvero una colpa). Però ha fatto la differenza. In un momento in cui non riuscivo a fare altro che pensare a possibilità che si chiudevano, a tutti quei sogni destinati a non realizzarsi mai, a tutte quelle meravigliose e orribili avventure possibili per le altre persone ma non per me, pensare a cose impossibili era anche troppo facile, perché tutto suonava impossibile.

Così, ogni volta che mi veniva in mente qualcosa, lo appuntavo sul cellulare. E giorno dopo giorno la lista cresceva. Qualcosa si metteva in moto. La lista impossibile diventava sempre meno una lista di cose che non avrei mai raggiunto e sempre di più una lista di cose che per cui valeva la pena continuare a vivere. Anche se non si sarebbero mai realizzate. Bastava che esistessero là, nero su bianco sullo schermo del mio cellulare. Una meta irraggiungibile rimane pur sempre una meta, qualcosa che ti offre una direzione.

Credo che siamo fatti tanto delle nostre aspirazioni quanto lo siamo dei nostri successi (e dei nostri fallimenti). Tutte quelle cose che avevo scritto dicevano qualcosa di me e della persona che volevo essere, e non sembrava una persona che avrei voluto lasciar morire. Era una persona con cui avrei potuto fare amicizia, una persona di cui avrei voluto assistere al viaggio. Una persona per cui avrei potuto fare il tifo.

Certo, i farmaci hanno fatto la loro parte, e senza un sostegno farmacologico e psicologico questo cambio di prospettiva probabilmente sarebbe stato molto più difficile. Ma avevo già preso farmaci in passato. I farmaci da soli mi avevano dato sollievo, ma non potevano darmi una direzione. (Di nuovo, non è questo il loro scopo e non gliene si può fare una colpa.)

La mia lista impossibile mi sta guidando nel lento viaggio in cui, dopo una pausa di quasi due anni, sto riprendendo a lavorare, a scrivere, a creare. Come se avessi trascorso questi due anni in ibernazione e il disgelo mi stesse poco a poco risvegliando. Sono ancora ben dentro la mia caverna e forse non ne uscirò mai, ma il gocciolio della neve che si scioglie mi sussurra che la primavera sta tornando. Forse non riuscirò mai a vedere fiorire i bucaneve, ma saprò che da qualche parte là fuori i bucaneve esistono e mi stanno aspettando.

Come creare la tua Impossible List

Se ti ho convito a provare la lista impossibile, ma hai bisogno di una piccola spinta per iniziare, ti consiglio di esplorare le liste di altre persone per farti un’idea pratica di come funzioni. Oltre alla mia che trovi qui, ti rimando a quella di Joel Runyon, il creatore dell’Impossible List, e quella della youtuber Unjaded Jade, da cui sono venutɘ per la prima volta a conoscenza di questo strumento e che ha realizzato anche una serie di video al riguardo (questo è il più recente al momento della pubblicazione di questo articolo, ma in generale consiglio qualsiasi contenuto creato da lei: questa ragazza è un’ispirazione e il mondo è fortunato ad averla.) Queste sono solo alcune indicazioni con cui partire, ma con una semplice ricerca Google se ne possono trovare a volontà.

Una cosa importante da ricordare: prendi le liste altrui come semplice ispirazione. Non cadere nella trappola del voler desiderare qualcosa solo perché la società o le persone che ci circondano ce lo fanno sembrare desiderabile. Prima di inserire qualcosa nella propria lista, bisognerebbe sempre chiedersi se ci piacerebbe sul serio vivere quell’esperienza sulla nostra pelle, e soprattutto se si ha davvero interesse a percorrere il cammino che raggiungere quella meta richiederebbe.

Ad esempio: in pura teoria sarebbe molto figo partecipare alla maratona di New York. Posso immaginare la scarica di adrenalina del tagliare la linea del traguardo, posso immaginare la gloria del momento, l’entusiasmo, l’esultanza e la sensazione di essere immortale. Ma se immagino anche la serie di allenamenti fisici e mentali che questa meta impossibile richiederebbe, sento nella mia pancia che non fa per me. E non si tratta di pigrizia. Semplicemente quell’obiettivo non mi interessa davvero così tanto, non si allinea alla persona che voglio essere. Non avrebbe senso impormelo solo perché mi piace come suona.

Quando metti insieme la tua collezione di sogni impossibili, lascia che la più grande ispirazione sia la tua vita. Impara a notare le possibilità immaginarie che ti si presentano nel quotidiano, che ti fanno fremere le mani e pensare “se solo fosse possibile”.

Un ultimo consiglio: per il concetto stesso di lista impossibile sai già che non devi temere di puntare troppo in alto, e ti invito a mirare alle stelle, ma allo stesso tempo non aver paura di mirare basso. Una cosa piccola può essere tanto impossibile per te quanto banale per un’altra persona, e viceversa. Non lasciare che siano standard altrui a definirti. Non rinunciare a un sogno impossibile solo perché troppo piccolo o mondano o apparentemente noioso. Questa è la tua lista impossibile, è la tua vita, non quella di qualcun altro.

Se vuoi, una volta che l’hai creata, rendi pubblica la tua lista impossibile. Puoi farlo sui social, sul tuo blog, puoi condividere una pagina Notion con la tua famiglia scelta, puoi perfino realizzare un cartellone e appenderlo fuori dalla porta di casa (ricordati di lasciare molto spazio bianco per lasciarla crescere, però). Puoi fare quello che vuoi: è proprio questo il punto. Ma ti consiglio di renderla pubblica perché dichiarare qualcosa al mondo è come stipulare una promessa che ci si prende l’impegno di mantenere.

Io l’ho fatto attraverso questo blog. La mia lista impossibile è la mia storia, e mi rifiuto di morire senza che venga raccontata.

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